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  • Giovanni Miegge

    (1900-1961), pastore a Massello dal 1924 al 1930, in seguito professore alla Facolta'  valdese di teologia noncha' uno dei piu' importanti intellettuali italiani del primo Novecento.

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    Teofilo Pons

    Professore presso il Collegio Valdese, membro del seggio della Societa'  di Studi valdesi, e' lo studioso cui si deve la salvaguardia del patrimonio culturale della val San Martino.

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  • Giovanni Miegge

    Gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento hanno visto la comunita'  valdese di Massello impegnata sul fronte dell'animazione religiosa e culturale della tipica societa'  rurale di alta valle. In questo quadro di riferimento deve essere data particolare attenzione all'opera di Giovanni Miegge. (1900-1961), pastore a Massello dal 1924 al 1930, in seguito professore alla Facolta'  valdese di teologia noncha' uno dei piu' importanti intellettuali italiani del primo Novecento. Esponente della teologia dialettica, contribui' in maniera decisiva a far conoscere il pensiero di Karl Barth in Italia. Autore di molti libri, fra cui la biografia teologica di Lutero, pubblicata originariamente da Claudiana nel 1946 e poi ripresa da Feltrinelli con il titolo di Lutero giovane.

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  • Giovanni Miegge

    Importante anche la sua opera di traduttore: si segnala in particolare L'Epistola ai Romani di Karl Barth. Il decennio 1946-1956 vede la pubblicazione di tutte le opere principali di Miegge. Fra queste spicca sicuramente Lutero. Vol. I. L'uomo e il pensiero fino alla Dieta di Worms, pubblicato nel 1946 da Claudiana. Il progetto iniziale prevedeva un secondo volume, che pero' non vide mai la luce a causa dei problemi di salute di Miegge. Il libro e' edito nel 1964 dalla Feltrinelli con il titolo Lutero giovane. Altre opere importanti sono: La Vergine Maria, 1950, che fu tradotto in molte lingue; Per una fede, 1952; L'Evangelo e il mito nel pensiero di Rudolf Bultmann, 1956 e il Dizionario biblico,1957, di cui redasse il piano dell'opera e coordino' il lavoro. Infaticabile anche la sua opera di traduttore e curatore. Di Lutero tradusse gia'  in gioventu' il Servo arbitrio, 1930, e La liberta'  del cristiano, 1931, per la casa editrice Doxa. In seguito curo' con Valdo Vinay gli Scritti religiosi del riformatore, che sarebbero apparsi nel 1958 per i tipi della UTET. Curo' anche due antologie di patristica, La Chiesa dei martiri, 1954, e La sapienza di Dio, 1957. Miegge si occupo' con grande profitto anche del rapporto fra Stato e Chiesa, sebbene tali opere abbiano ricevuto piu' considerazione all'estero che in Italia. In particolare si segnalano: L'a' glise sous le joug fasciste, pubblicato a Ginevra nel 1946, e Religious Liberty, pubblicato a New York nel1957 e tradotto in francese nel 1962. Il catalogo della casa editrice Feltrinelli comprende tuttora la sua traduzione dell'Epistola ai Romani di Karl Barth (1886-1968), uno dei piu' celebri scritti teologici contemporanei.

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  • Teofilo Pons

    Originario di Massello, dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, trascorse la vita a Torre Pellice. Professore presso il Collegio Valdese, membro del seggio della Societa'  di Studi valdesi, e' lo studioso cui si deve la salvaguardia del patrimonio culturale della val San Martino; Fondamentali il suo Dizionario del dialetto valdese della Val Germanasca e i due volumi di Vita montanara.

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  • Mario Miegge

    A lui un grazie particolare per aver partecipato attivamente nel progetto di riqualificazione di Borgata Roberso. Nato ad Aosta nel 1932, divenne libero docente in Filosofia morale nel 1965. Miegge, chiamato dall’Università di Urbino, fu nominato professore incaricato all’insegnamento di Pedagogia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia per gli anni accademici 1967/68 – 1971/72. Successivamente si trasferì all’Università di Ferrara, contribuendo a fondare, e divenendone Preside, la Facoltà di Magistero. Membro della Chiesa Evangelica Valdese, era solito, nel periodo estivo, invitare piccoli gruppi di studenti urbinati a confrontarsi negli incontri internazionali ” Europa – Africa”, che si tenevano nel centro ecumenico di Agape, in Val Chisone.

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  • MULINI

    Il piu' antico documento riguardante la presenza di un mulino nella nostra zona e' un atto del 1592 redatto dal notaio ducale al servizio dei signori della Val Sanmartino (Val Germanasca).

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    • GROS PASSET

      Anche questo piccolo mulino e' posto su di un rio laterale del Germanasca, posto a monte della borgata Gros Pasa' t

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    • PICCOLO PASSET

      Il Mulino detto di "Gorgjo Trounno" si trova a valle dell'omonima pittoresca gola nei pressi della borgata Piccolo Passet

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  • MULINI

    • CAMPO LA SALZA (casa Garin)

      Il mulino di Campo la Salza, e' situato alcune centinaia di metri a monte del ponte omonimo kertyu erauas.

      continua

    • OCCIE

      La borgata si raggiunge in un quarto d'ora circa di salita su antica mulattiera

      continua

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    • ESPOSIZIONE DIDATTICA

      La mostra permanente, allestita a Ciaberso, ' la ruota e l'acqua mulini in Val Germanasca'

      continua

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  • LUOGHI

    • Le scuole Beckwith

      Queste minuscole strutture di pochi metri quadrati, che si possono incontrare numerose lungo tutti gli itinerari nelle Valli

      continua

    • Le antiche miniere del Bet

      Il primo vero tentativo di sfruttamento razionale delle miniere del Bet avvenne attorno al 1860, ad opera del cavaliere Pietro Giani

      continua

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    • La leggenda del Bet

      Le miniere del Bet, ad una quota cosi elevata, cosi isolate, sono da secoli circondate da un'aura magica: su di esse esistono molte leggende

      continua

    • La valanga del 1904

      "Da diversi giorni nevicava e la neve sempre piu' aumentava d'altezza"

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  • Il Glorioso rimpatrio dei valdesi

    • MASSELLO 5 SETTEMBRE 1689 : DECIMO GIORNO DI MARCIA

      1000 uomini armati 14 giorni di marcia 250 km dal Lago di Ginevra alle Valli valdesi

      continua

    • MASSELLO 6 SETTEMBRE 1689 : UNDICESIMO GIORNO DI MARCIA

      I valdesi, raggiunsero la Balsiglia, ai piedi di uno sperone roccioso detto "Castello"

      continua

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    • Il Sentiero degli Alpini

      "sentiero degli alpini" che corre sul versante di Massello sotto la cresta orientale del monte Ruetas(m.2935)

      continua

    • Il Museo della Balsiglia

      La frazione di Balziglia, e' sede di un piccolo museo valdese

      continua

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  • Le scuole Beckwith

    Queste minuscole strutture di pochi metri quadrati, che si possono incontrare numerose lungo tutti gli itinerari nelle Valli, erano delle vere e proprie scuole private, gestite dalla Tavola Valdese, in cui i piccoli valligiani apprendevano i primi rudimenti del sapere. P r o b a b i l m e n t e esistevano gia'  alla fine del XVII secolo (forse allestite nelle stalle delle abitazioni private), ma solo nella prima meta'  dell'Ottocento, grazie alla frenetica attivita'  di Charles Beckwith, un colonnello inglese gravemente ferito nella battaglia di Waterloo ed in seguito benefattore delle popolazioni valdesi delle nostre Valli, esse si moltiplicarono a dismisura f i n o a diventare piu' di 200, sparse qua e' la'  nei bacini del Pellice, del Germanasca e del Basso Chisone. In queste scuole un maestro o una maestra generalmente residenti nel paese o nelle vicinanze e privi di titoli di studio, ma preparati all'uopo, insegnavano ai fanciulli a scrivere (in italiano e soprattutto in francese) a leggere e a far di conto, spesso utilizzando la Bibbia come sillabario. Queste piccole strutture, cui va sicuramente riconosciuto il merito di aver praticamente ridotto in modo drastico l'analfabetismo, furono soppresse in modo graduale a partire dal 1911. Alla fine della Grande Guerra avevano quasi del tutto smesso di funzionare o erano state acquisite dallo Stato.

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  • Le antiche miniere del Bet

    Il primo vero tentativo di sfruttamento razionale delle miniere del Bet avvenne attorno al 1860, ad opera del cavaliere Pietro Giani, impresario tagliapietre, associatosi, dopo pochi anni, con il francese Jacques Guilmin, esperto minerario. In quel periodo furono costruite tre gallerie oltre il colle, la strada carrettabile e la mulattiera che le raggiungevano e le baracche per l'alloggio dei minatori. Anche la Fonderia della Tuccia e i Forni di San Martino sono di quegli anni. L'impresa falli' attorno al 1870, soprattutto a causa degli eccessivi costi di trasporto, dovuti all'alta quota delle miniere. Nel 1890 le miniere vennero rilevate da una societa'  italo - francese, la compagnia Rami e Zolfi, di Pinerolo, che cerco' di rinnovare a livello industriale gli impianti, occupandosi principalmente del problema del trasporto ad alta quota. Si realizzo' a tal fine una nuova galleria che consentiva trasporti interni, evitando neve e maltempo, e una nuova e avveniristica t e l e f e r i c a c h e raggiungeva, in due tratti, la Fonderia della Tuccia a valle nel Comune di Pragelato.

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  • Le antiche miniere del Bet

    Dentro la miniera i minatori erano sottoposti ad un lavoro massacrante, portato avanti per tutta la settimana, domenica compresa, per circa 12 ore al giorno, retribuito miseramente e per di piu' pericoloso a causa di possibili crolli ed esplosioni. L'aria era spesso irrespirabile a causa della polvere e dell'areazione insufficiente e, il buio era solo in parte rischiarato dalle lampade ad olio che avevano un'autonomia di circa un'ora e producevano un fumo grasso e tossico, che anneriva viso e mani. Fuori dalla miniera il trasporto del minerale a valle veniva compiuto, fino alla fine dell'ottocento, con i muli, lungo una mulattiera coperta di neve per molto mesi dell'anno. I minatori poi, vivevano per lunghi periodi vicino alla miniera in baracche percha' le loro case a valle erano troppo distanti. D'inverno il freddo era insopportabile (poteva raggiunger i 20°C sotto zero), la neve abbondante ed il pericolo di valanghe incombente.

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  • La leggenda del Bet

    Le miniere del Bet, ad una quota cosi elevata, cosi isolate, sono da secoli circondate da un'aura magica: su di esse esistono molte leggende, che raccontano di tesori e metalli preziosi… "Da un'esile polla, nascosta da una roccia a forma di chiocciola, presso il lago Mogiour, il piu' grande dei sei, l'acqua scaturisce goccia a goccia in una vaschetta di pietra ove si disseta il viandante. Ma di notte il lento gocciolio si trasmuta, alla luce della candela in un favoloso stillicidio di lacrime d'oro. Eppure la ricchezza cosi' a portata di mano e' difficile da conquistare il capriccioso sortilegio, che tramuta il liquido in aureo metallo, impone che questo venga tutto raccolto prima che la fiammella si estingua. Complice il vento impietoso che costantemente si intrufola fra l'arida cima del Bet e le scure pareti dell'Eiminal (Bric Ghinivert), nessuno fino ad oggi e' riuscito nell'impresa di cogliere il tesoro." (Jean Jalla, "Leggende delle Valli Valdesi").

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  • La valanga del 1904

    "Da diversi giorni nevicava e la neve sempre piu' aumentava d'altezza, i minatori che si trovavano al di qua del Bet, sul versante della Troncea, temendo il pericolo dell'approssimarsi di una valanga, decisero di scendere a valle e nonostante il direttore, ingegner Rodriguez, dalla Fonderia, telefonicamente, li sconsigliasse, il mattino del 19 aprile 1904 si misero in viaggio verso Troncea. Alle ore undici due valanghe quasi contemporaneamente si staccarono, la prima dal Bric di Mezzogiorno e la seconda dal Gran Terminale (Ghinivert). Quest'ultima fu di proporzioni cosi' grandi che travolse ogni cosa: baraccamenti, palizzate, antivalanghe, teleferiche… Non ci fu scampo: travolti i minatori in marcia e quelli nelle baracche. " (Testimonianza del superstite G. San Martino di Salza di Pinerolo, raccolta da M.Mensa in "Pragelato, notizie storiche" ed. Alzani )

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  • MASSELLO 5 SETTEMBRE 1689 : DECIMO GIORNO DI MARCIA

    Partendo da Joussaud i valdesi avevano come obiettivo l'attraversamento di un nuovo passo: il colle del Pis (2.963 metri), l'ultima barriera da superare per arrivare a casa. Situato fra la val Pragelato e il vallone di Massello costituiva a quel tempo il confine tra Francia e Stato sabaudo. I valdesi si prepararono alla battaglia, presumendo di dover combattere per conquistare il colle. I 50 soldati piemontesi che lo custodivano opposero invece poca resistenza e fuggirono disordinatamente. Cosi' i valdesi poterono scendere nella prima delle loro valli, dove Henri Arnaud, organizzatore e guida spirituale dell'impresa, era stato pastore. Per la notte si accamparono nelle baite di Ortiara' .

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  • MASSELLO 6 SETTEMBRE 1689 : UNDICESIMO GIORNO DI MARCIA

    I valdesi, muovendosi dalle baite di Ortiara' , raggiunsero la Balsiglia, ai piedi di uno sperone roccioso detto "Castello", prolungamento dei Quattro Denti. Era un'imponente fortezza naturale che nell'inverno e nella primavera successivi sarebbe servita ai valdesi da ultimo rifugio (sul posto il Museo dedicato all'assedio). Alla Balsiglia cadde nelle mani dei valdesi un gruppo di 30 uomini della milizia del paese sabaudo di Cavour. Il Consiglio di guerra decise di condannarli a morte e furono immediatamente decapitati presso il torrente Germanasca dopo aver lasciato loro la possibilita'  di dire un'ultima preghiera. I valdesi continuarono a scendere la valle di Massello fino a Campo la Salza e qui si accamparono per la notte.

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  • Il Sentiero degli Alpini

    Sul finire del secolo scorso, in conseguenza alla ratifica nel 1882 della Triplice Alleanza tra Italia, Austria e Germania, vennero previste e poi gradualmente realizzate nell'ambito del secondo "Piano Ferrero" numerose strutture difensive sul settore nord -occidentale delle Alpi italiane; tra queste il "sentiero degli alpini" che corre sul versante di Massello sotto la cresta orientale del monte Ruetas(m.2935). L'opera fu realizzata dal 7° Alpini nel 1896 scavando nella roccia un percorso quasi in piano ed erigendo muretti a secco sullo strapiombo sottostante; oggi il sentiero e' diventato un ambito percorso turistico che consente una visione mozzafiato sul sottostante vallone di Massello e nelle giornate ventilate la vista si spinge fino alle colline dell' albese, realizzando il piu' suggestivo e panoramico itinerario di traversata tra la Val Troncea e la Val Germanasca. Per queste ragioni e per servire meglio l'anello il confinante Parco Naturale Val Troncea ha recentemente costruito presso il colle del Beth un bivacco con capienza di otto posti ed ha mantenuto il baraccamento n. 1 al Morefreddo per evitarne il crollo ed in attesa di acquisirne la proprieta'  presupposto per il restauro.

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  • Il Sentiero degli Alpini

    Non solo, ma i notevoli spunti storico-culturali con cui il sentiero mette in contatto (le fortificazioni ed i vicini sentieri ottocenteschi di collegamento tra il colle del Pis ed il colle dell'Albergian passando per i baraccamenti del Mouremout le vicine opere minerarie del Beth,i resti di alcune strutture difensive a stella settecentesche costruite durante l' episodio di persecuzione contro i Valdesi noto come Glorieuse rentre'e, i luoghi della battaglia "della Bellotta" poco sotto il Morefreddo combattuta l'11 ottobre 1745 nell'ambito della successione al trono d'Austria tra le truppe francesi e quelle piemontesi di Carlo Emanuele III di Savoia) trasformano un bellissimo percorso alpino in un itinerario ricco di riferimenti militari, religiosi, storico-naturalistici.

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  • Il Museo della Balsiglia

    La frazione di Balziglia, e' sede di un piccolo museo valdese. L'edificio che lo ospita fu eretto nel 1889, in occasione del 200° anniversario del rimpatrio dei valdesi, per servire come scuola ai bambini delle due frazioni. Nel 1939, avendo l'edificio ormai da tempo cessato la sua funzione, nell'aula scolastica fu allestito il museo, che illustra le tappe del rimpatrio e le vicende dell'assedio sostenuto dai valdesi, proprio sulle rocce sovrastanti la borgata, durante l'inverno 1689-90, contro le truppe congiunte del re di Francia e del duca di Savoia (v. storia)

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  • ESPOSIZIONE DIDATTICA

    La mostra permanente, allestita a Ciaberso, ' la ruota e l'acqua mulini in Val Germanasca' raccoglie i pannelli realizzati dalla Comunita'  Montana Valli Chisone e Germanasca in collaborazione con la scuola media C. Gouthier di Perrero. Essi trattano di ubicazione, storia, funzionamento e curiosita'  relative a tutti i mulini ancora presenti in valle e a quelli ormai scomparsi. L'esposizione si visita nel periodo invernale presso Scopriminiera, in localita'  Paola (Prali), e nel periodo estivo (da Luglio a Settembre) presso questa scuoletta valdese.

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  • UN PO' DI STORIA ...    

    Il piu' antico documento riguardante la presenza di un mulino nella nostra zona e' un atto del 1592 redatto dal notaio ducale al servizio dei signori della Val Sanmartino (Val Germanasca). L'acqua del torrente veniva prelevata da un canale (la bialiaro) che portava alle ruote idrauliche, dando vita a molteplici attivita' . I mulini per cereali erano presenti su tutto il territorio della Val Germanasca. Se ne contano oggi una quarantina, anche se alcuni di essi sono ormai ridotti a pochi ruderi. Fatta eccezione per quelli piu' importanti, in cui lavorava un mugnaio, erano gestiti in genere in modo comunitario dalle famiglie delle borgate, che lo utilizzavano a turno. In modo comunitario era svolta anche la panificazione, che impiegava i caratteristici forni a legna, presenti e funzionanti ancora oggi in molte borgate della Valle. Le ruote idrauliche in Val Germanasca erano di due tipi. Se il corso d'acqua aveva portata piuttosto consistente e regolare, si usava il roudun, grossa ruota verticale a cassette, alimentata dall'alto per mezzo di una canalina sopraelevata. Una serie di alberi ed ingranaggi la collegava alla macina. I piccoli mulini dell'alta valle che sfruttavano l'acqua di rii di portata modesta ed irregolare, utilizzavano invece il roua' t, piccola ruota orizzontale a palette, collegata direttamente all'albero della macina. La ruota si trovava sotto il pavimento, dove l'acqua arrivava attraverso una canalina scavata in genere in un tronco di larice. I mulini a roua' t sono riconoscibili a prima vista per la tipica apertura nella parte bassa del fabbricato necessaria per lo scarico dell’acqua. Con le sue modeste dimensioni ed il suo impianto rudimentale e ridotto all'essenziale, questa tipologia di mulino e' senz'altro la piu' caratteristica delle nostre valli.

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  • CAMPO LA SALZA (casa Garin)

    Il mulino di Campo la Salza, e' situato alcune centinaia di metri a monte del ponte omonimo, sulla sinistra del torrente, su un pianoro un tempo adibito a pascolo. Accanto allo stabile, sono ancora ben visibili i resti di una fucina ed un frantoio per noci.

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  • OCCIE

    Ou moulin d' laz a'”cha (pron. Ocia). La borgata si raggiunge in un quarto d'ora circa di salita su sentiero (antica mulattiera) della borgata laz Ai'sacollegata al fondovalle da strada asfaltata.Lo stabile del mulino, situato poco sotto la borgata e' in rovina. Il canale era derivato dal Riou che scende dai prati di Coulmian. Negli ultimi anni e' stato ricostruito il tetto del vecchio mulino. Sulla facciata appare la data di costruzione.

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  • GROS PASSET

    Anche questo piccolo mulino e' posto su di un rio laterale del Germanasca, posto a monte della borgata Gros Pasa' t. Nella borgata si trova una scuoletta Beckwith contenente una piccola esposizione. Lou moulin d' Gra'´ Pasa' t, situato poco a monte della omonima borgata, era azionato dal canale derivato dal Riou Rabioa'»r. Il piccolo stabile, addossato alla roccia e' stato completamente ristrutturato nel 2003, con la collaborazione tra il Comune e un gruppo di volontari di Massello, e reso funzionante a tutti gli effetti. Della vecchia struttura rimangono utilizzati le macine ed il meccanismo a vite che le fa abbassare ed alzare.

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  • PICCOLO PASSET

    Il Mulino detto di "Gorgjo Trounno" si trova a valle dell'omonima pittoresca gola nei pressi della borgata Piccolo Passet. Serviva le borgate di Roccias, Grange e Aiasse, macinando segale, barbaria (una miscela di segale e frumento), grano saraceno. Il mulino e' stato recentemente restaurato ed e' visitabile.

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  • LA FORESTERIA

    Una struttura "sostenibile" centro aggregativo e culturale per turisti ed abitanti del luogo. Ambienti aspri ancora preservati da un turismo selvaggio, che riservano sempre grandi sorprese.

    Relax, natura, sport, cultura, tradizione: 5 parole per descrivere la valle Germanasca.


    Visita il sito

  • COSA FARE A MASSELLO

    Borgate Boschie e Freeride

    Al chiaro di luna

    Ciaspolando per prati e borgate

    Cross Country

    Esperienze Sul Bike Park

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    Una sera in miniera

  • Foto Panoramiche

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  • Itinerari

    BALZIGLIA (1370 m) - PIANORO DEL PIS (2200 m)

    Intinerario escursionistico 3h

    BALZIGLIA (1370 m) - COLLE DEL PIS ( 2613 m)

    Itinerario escursionistico 4h

    BALZIGLIA (1370 m) - COLLE DEL'ALBERGIAN (2713 m)

    Itinerario escursionistico 4 h

    BALZIGLIA (1370 m) - COLLE DEL BETH (2785 m)

    Itinerario escursionistico 4h

    COLLE DEL PI5 (2613 m) - SENTIERO DEGLI ALPINI (2935 m)

    Itinerario escursionisti esperti

    BALZIGLIA (1370 m) - BERGERIE DEL GHINIVERT (1933 m)

    Itinerario escursionistico 1,5 h

    LA RUOTA E L'ACQUA

    Itinerario escursionistico

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  • BORGATE BOSCHIE E FREERIDE

    400 m percorso poco impegnativo adatto a tutti

    Il comune di Prati (Torino) e' l'ultimo della Vai Germansca ed offre escursioni facili, luoghi suggestivi e alte montagne che circondano l'abitato e chiudono la valle. Il giro delle Miande e' un percorso che non presenta difficolta'  e offre paesaggi incantevoli sulla conca di Prali; l'escursione prevede un giro ad anello tra boschi e pascoli innevati, che permette di vedere le Miande del vallone delle miniere. Durante la gita sono possibili incontri con la fauna selvatica come caprioli e camosci, aguzziamo la vista!

  • BORGATE BOSCHIE E FREERIDE

    DISL 400 m percorso poco impegnativo adatto a tutti

    Il comune di Prati (Torino) e' l'ultimo della Vai Germansca ed offre escursioni facili, luoghi suggestivi e alte montagne che circondano l'abitato e chiudono la valle. Il giro delle Miande e' un percorso che non presenta difficolta' e offre paesaggi incantevoli sulla conca di Prali. L'escursione prevede un giro ad anello tra boschi e pascoli innevati, che permette di vedere le Miande del vallone delle miniere. Durante la gita sono possibili incontri con la fauna selvatica come caprioli e camosci, aguzziamo la vista!

    LO SAPEVI CHE

    La borgata Porte e' uno stupendo posto panoramico: da qui si possono godere di viste sull'intero vallone di Massello, Salza e Prali.



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  • AL CHIARO DI LUNA

    DISL 450 m percorso adatto a tutti

    La luna piena, ispiratrice di molte storie e leggende, fa da cornice a questa ciaspolata notturna; partendo a piedi dalla Foresteria di Massello (Torino), un facile sentiero permette di fare il giro di alcune borgate (Roberso, Aiasse,Occie, Praiet, Troncea, Porence) del comune stesso, in attesa del sorgere della luna. Raggiunta la borgata piu' alta, Troncea, ed ammirato il panorama, si scende al chiaro di luna, senza l'ausilio delle pile, in quanto il riverbero della neve ne accentua il chiarore permettendo un'ottima visibilita'. Il diverso percorso di discesa consente un giro ad anello che riporta alla Foresteria per concludere in allegria la serata!

    LO SAPEVI CHE

    "Ciaspola" e' un termine dialettale veneto per definire la racchetta da neve, usato ormai in tutto l'arco alpino.



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  • CIASPOLANDO PER PRATI E BORGATE

    DISL 450 m percorso adatto a tutti

    Interessante percorso, non particolarmente impegnativo, che si snoda su una comoda pista forestale, la quale permette di visitare alcune delle molte borgate del comune di Massello (Roberso, Aiasse,Occie, Praiet, Troncea, Porince, Brualacumba) facendo un lungo giro ad anello con partenza e arrivo presso la Foresteria. Il punto piu' alto toccato e' la borgata Troncea (1607 m) e durante l'escursione si potra' osservare, con un po' di fortuna, la fauna tipica delle nostre valli, tra cui camosci, caprioli, cervi, aquile.

    LO SAPEVI CHE

    Gli abitanti di Massello prendono curiosi nomi a seconda della borgata in cui abitano, ad esempio: a Ciaberso le formiche, a Porte i bruchi ed a Roberso i cani.



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  • CROSS COUNTRY NEL VerdeDE

    VECCHie borgate, boschi e antichi mulini

    Questa uscita cross country in mountain bike di un'ora e mezza e di difficolta' media vi permettera' di restare a contatto con la natura non tralasciando gli aspetti del passato. A monte della Foresteria, al termine del parcheggio, si attraversa il torrente Germanasca, si svolta a destra, si percorre per un tratto la pista di fondo e si raggiunge la Borgata Reinaud. Dopo un breve tratto sulla strada provinciale si raggiunge la borgata Roccias; si attraversa poi un bellissimo bosco di faggi fino a raggiungere la borgata Porte. Si percorre in discesa un suggestivo tratto di strada asfaltata fino alla borgata Ciaberso e superata la antica chiesa cattolica si scende lungo H percorso del sentiero "la ruota e l'acqua" fino a raggiungere la strada provinciale che da Perrero sale a Massello. Si svolta a destra e dopo circa due chilometri, superata la borgata Centrale, si raggiunge La Foresteria.

    LO SAPEVI CHE

    Nel comune di Massello sono presenti numerose minuscole scuole costruite ad inizio ottocento da Charles Beckwith colonnello inglese gravemente ferito a Waterloo che si dedico' ad opere di beneficenza a favore delle comunita' Valdesi.



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  • Esperienze Sul Bike Park

    Percorso per esperti

    Questa attivita', dedicata a chi ha gia' una buona pratica con la mountain bike, prevede un percorso bike park con una quindicina di postazioni di varia difficolta'. Si parte dal primo anello con lo slalom, al termine del quale si raggiunge una scalinata in discesa di alcuni gradini per poi tornare indietro per percorrere la figura dell'otto. Proseguendo, si passa il torrente, si transita su una trave rialzata, si passa sulla sinistra su una parabolica. In seguito si giunge al primo salto e alla prima bascula, dopodiche' c'&egarve una stretta inversione a "U" su un terreno accidentato. Nel secondo anello e' inserito un salto, mentre nel terzo invece una trave da percorrere in leggera discesa, una seconda bascula e un dosso artificiale. Continuando si arriva a un tratto pianeggiante dove sono inseriti gli ostacoli per l'esercizio del "bunny hopp".

    LO SAPEVI CHE

    A seconda della borgata in cui vivono, i massellini (chiamati anche asu 'd Mase'el) vengono chiamati con vari nomi, tra cui "le volpi", "le formiche", "le cavallette" e "i corvi".



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  • FOTOANDANDO...LA NATURA IN UN CLICK

    DISL 350 m percorso facile, adatto a tutti

    Escursione dedicata ai fotoamatori che oltre ad un bel giro in montagna vogliono imparare a fotografare o a migliorarsi. Nello splendido contesto del vallone di Massello e nel resto della Val Germanasca si andra' alla ricerca di luoghi fotogenici con una breve escursione in cui saranno dati cenni di fotografia naturalistica. Il percorso che verra' scelto di volta in volta sara' sempre adatto a tutti e non superera' i 400 m di dislivello. Sei pronto per foto andare?

    LO SAPEVI CHE

    La foto scattata si puo' elaborare al computer per esaltare le caratteristiche o per stravolgerla completamente!



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  • IL CERVO IN AMORE

    DISL 500 m max percorso facile, adatto a tutti

    Il cervo, grande mammifero che abita i nostri boschi, durante il periodo degli amori, per difendere il territorio ed il suo harem di femmine, emette un particolare verso chiamato "bramito", udibile a molti metri di distanza. Questa escursione si svolge nei luoghi dove il cervo bramisce e vi porta alla scoperta di questo grande erbivoro; la mattina e' bene partire presto per osservare gli animali.

    LO SAPEVI CHE

    Il palco (corna) del cervo puo' arrivare a pesare 10 kg; solo il maschio lo porta.



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  • IL GIRO DEL BORGO

    DISL 450 m percorso adatto a tutti

    Interessante percorso che alternando sentiero e strada sterrata permette di visitare alcune delle molte borgate del comune di Massello (Roberso, Alasse,Occie, Praiet, Troncea, Porince, Brualacumba) facendo un lungo giro ad anello con partenza e arrivo presso la Foresteria; il punto piu' alto toccato e' la borgata Troncea (1607 m) e durante l'escursione si potra' osservare la flora e con un po' di fortuna, la fauna tipica delle nostre valli, tra cui camosci, caprioli, marmotte, aquile.

    LO SAPEVI CHE

    Gli abitanti di Massello prendono curiosi nomi a seconda della borgata in cui abitano, ad esempio: a Porince le pulci, ad Aiasse le cavallette ed a Brualacumba le pulci.



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  • in mountain bike alle bergerie del ghinivert

    percorso difficolta' medio alta

    Si propone un'escursione in mountain bike di difficolta' medio alta con un tempo di percorrenza di due ore. Per chi ha l'esigenza di rilassarsi e godersi lo spettacolo che la natura offre in questi luoghi, c'e' la possibilita'  di confrontarsi con un ambiente che ha mantenuto con fierezza la sua identita', sia essa storica, naturalistica o legata alle tradizioni. Il percorso proposto e' lungo 15 km. Superata La Foresteria si prosegue verso monte fino a raggiungere l'antica borgata di Balziglia. Attraversato il torrente Germanasca si prosegue oltre il rio del Ghinivert e si percorre la pista forestale fino raggiungere le Bergerie. Svoltando a destra attraverso un breve tratto di prato, si raggiunge l'antica mulattiera che con un suggestivo percorso ci riporta a Balziglia.

    LO SAPEVI CHE

    Qui la fauna vanta specie ormai rare come il Gallo Forcello, non piu' cosi' diffuso come nei decenni scorsi, ma pur sempre una presenza affascinante. E poi marmotte, stambecchi, camosci e tutte le specie della tipica fauna alpina



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  • LA CATTEDRALE GHIACCIATA

    DISL 480 m percorso poco impegnativo adatto a tutti

    Uno splendido sentiero attraversa il vallone di Massello (Torino), angolo selvaggio solcato dalla Grande Cascata: questa escursione, poco impegnativa, permette di assaporare la bellezza del luogo e di arrivare a vedere la cascata del Pis in versione invernale, quando, con le basse temperature assume le forme di una cattedrale ghiacciata. e' inoltre possibile fare diversi incontri e osservare la fauna selvatica, camosci, caprioli e stambecchi. Il percorso si snoda tra la frazione di Piccolo Passet e la cascata del Pis.

    LO SAPEVI CHE

    Il monte Ghinivert viene anche chiamato Eiminal perche' la sua forma ricorda il contenitore usato per misurare le granaglie che porta questo nome.



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  • LE ERBE IN TAVOLA

    Escursione facile

    Ma fiori ed erbe spontanee si mangiano?! Ecco una facile escursione per tutti coloro che vogliono scoprire le piante commestibili che crescono spontanee lungo i sentieri, nei prati e sulle sponde dei torrenti per insaporire le proprie ricette ed impararne di nuove. Durante il percorso che si svolge nei dintorni della Foresteria di Massello (Torino), si imparera' a riconoscere le piante, si raccoglieranno e al termine dell'escursione si impareranno sfiziose ricette per cucinarle.

    LO SAPEVI CHE

    Il timo serpillo e' un'erba spontanea che ha svariati usi in cucina: insaporisce i sughi, la carne, si usa per produrre un ottimo amaro e si mette nelle tisane.



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  • scuola di mountain bike

    DIST 2,3 km percorso facile

    A monte della Foresteria, al termine del parcheggio, si attraversa il torrente Germanasca, si svolta a destra e si percorre la pista di fondo il cui anello si sviluppa per due chilometri riportandoci al punto di partenza. Attraverso quattro guadi ed altri due ponti si percorre un suggestivo tracciato lungo il torrente Germanasca destinato a riserva di pesca no-Kill alternando alcuni boschetti ad ampie zone a prato. Le attivita' della scuola MTB Massello Outdoor si svolgono in un territorio pressoche' intatto e tutto da scoprire all'interno del bike park. I "bikers" principianti, guidati da maestri nazionali di MTB e ciclismo fuoristrada" della F.C.I., apprendono in massima sicurezza le tecniche fondamentali della disciplina sportiva, i "bikers" piu' esperti invece potranno migliorare la loro tecnica.

    LO SAPEVI CHE

    Le ruote idrauliche in Val Germanasca erano di due tipi: grossa ruota verticale a cassette per grosse portate e ruota orizzontale per piccole portate irregolari



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  • Sul sentiero dei valdesi

    Percorso di tre ore difficolta' medio bassa

    La mountain bike e' il mezzo di trasporto piu' ecologico ed e' il modo migliore per restare a contatto con la natura. Questa escursione, di difficolta' medio bassa, vi porta sul sentiero dei Valdesi, a Massello (Torino). Il percorso inizia attraversando il ponte sul torrente Germanasca. Si raggiungono la borgata Didiero, la borgata Fontane, la borgata di Serrevecchio e poi Bounous. Si arriva poi al centro abitato di Rodoretto in comune di Prali. Passando per altre borgate si raggiunge finalmente la miniera Gianna: si potra' percorrere il collegamento sotterraneo tra Prati e Salza. La galleria e' lunga 2.100 Mt ed &egarve tutta facilmente percorribile in bicicletta. La galleria, normalmente senza illuminazione, &egarve transitabile con una lampada sul caschetto. Si ritorna infine verso la Foresteria Massello

    LO SAPEVI CHE

    All'interno della miniera "Gianna", piu' grande miniera di talco d' Europa, e' rimasta la ferrovia originaria che permetteva di portare il talco in superficie.



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  • UN POSTO DA LUPI

    DISL 300 m percorso poco impegnativo adatto a tutti

    Quando si dice "proprio un posto da lupi!" si pensa ad un luogo isolato e poco frequentato; questa e' in parte la situazione che possiamo trovare nel vallone di Rodoretto, borgata di Prali (Torino), ma visitandola si scopre che e' percorsa da strade carrozzabili ed ha una bella borgata da scoprire. Quando la neve ricopre le strade, queste divengono ottimi percorsi per una gita con le racchette da neve, in cui, con un po' di fortuna, puo' capitare di incontrare uno degli abitanti piu' schivi delle nostre montagne, il lupo. Una facile gita per ciaspolare in compagnia e fare incontri inaspettati.

    LO SAPEVI CHE

    In Val Gerrnanasca, nel comune di Massello, avete a disposizione la Foresteria per mangiare e pernottare affiancando cosi' alla gita una seconda giornata per visitare le valli valdesi ed essere gia' in zona per l'escursione.



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  • UNA GITA "BESTIALE"

    DISL 600 m percorso mediamente impegnativo che richiede un minimo di allenamento

    Uno splendido sentiero attraversa il vallone di Massello (Torino), angolo selvaggio solcato dalla Grande Cascata del Pis: l'escursione permette di assaporare la bellezza di questi luoghi e di fare diversi incontri "bestiali", infatti lungo il percorso si potra' osservare la fauna tipica delle nostre valli, camosci, marmotte e soprattutto lo stambecco! Il punto pi&ugarve alto raggiunto e meta dell'escursione sono le bergerie del Lauson (2000 m), da cui si gode un bellissimo panorama.Proprio una gita "bestiale"!

    LO SAPEVI CHE

    Il monte Ghinivert viene anche chiamato Eiminal perch&egarve la sua forma ricorda il contenitore usato per misurare le granaglie che porta questo nome.



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  • UNA SALITA, DUE VALLI: COSTA LAZ ARA’

    DISL 500 m percorso adatto a tutti

    Quando la neve ricopre la strada carrozzabile che nella bella stagione porta ai 1642 m della Costa Laz Ara', si crea un suggestivo percorso adatto ad una escursione con le ciaspole. La scarsa pendenza del tragitto rende la gita facile e piacevole, adatta a tutti. Si parte dalla frazione Ruata di Pramollo (Torino) e si sale in mezzo al bosco seguendo il tracciato della strada; poco sotto il colle, si esce dal bosco e si inizia a godere dello splendido scenario sulla valle. Arrivati alla costa Laz Ara' il panorama si apre anche sulla val Garmanasca, lasciando correre la vista sulle alte cime che la circondano

    LO SAPEVI CHE

    "Chatoua" &egarve il termine dialettale con cui vengono chiamate le racchette da neve nella zona occitana del pinerolese



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  • Una sera in miniera

    Percorso di 1,5 ore difficolta' bassa

    Una suggestiva escursione in mountain bike, uno degli strumenti sportivi piu' pratici, sicuri ed ecologici. L'esperienza vi conduce lungo il collegamento sotterraneo della Miniera Gianna di Massello: la difficolta' dell'attivita' e' bassa; il tempo di percorrenza e' di circa un'ora e mezza. Si parte alle ore 17:00. Superata La Foresteria si' prosegue verso Salza di Pinerolo. Raggiunta la miniera, la si imbocca per attraversarla nella sua lunghezza. Successivamente si prosegue verso Fontane e Colletto delle fontane e da qui si ritorna infine a Massello

    LO SAPEVI CHE

    A Salza potrai visitare "II museo dei Salsin" ospitato nella vecchia scuola valdese di inizio 800 dove viene raccontato il vivere la Montagna tra passato e presente.



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  • BALSIGLIA (1370 m)-PIANORO DEL PIS (2200 m)

    Intinerario escursionistico - Durata: 3h

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    Imbocchiamo la mulattiera che divide le case poste in sx orografica del torrente Germanasca; dopo una ripida salita raggiungiamo il vecchio nucleo di Clot del Mian (1491 m). Continuiamo a salire e iniziamo ad intravedere in lontananza la bellissima cascata del Pis con la quale il torrente Germanasca supera lo strapiombo tra il pianoro del Pis ed i sottostanti prati di Cro' la Balmo. Piu' avanti entriamo in un boschetto di larici e sulla nostra destra sgorga una fonte dopo la quale a sinistra troviamo il ponte in legno che scavalca il torrente in direzione dei casolari dei Plana. Ignoriamo il ponte e proseguiamo in direzione della cascata lungo un tratto semipianeggionte al termine del quale inizia una serie di tornanti che ci avvicinno ulteriormente alla coscatallui possiamo scoprire la Roccia delle Alci, un masso di piccole dimensioni situato sul bordo destro del sentiero sulla cui superficie liscia e piana sono incise due figure zoomorfe la piu' grande delle quali presenta vistose corna; altre due figure sono incise in alto a sinistra ed una presenta sul dorso due segni interpretabili come dardi che hanno colpito l'animale. Seguiamo il sentiero che dopo alcuni tornanti si sposta a destra verso le bergerie del Lauzon (2000 m). Il sentiero piega deciso a sinistra con un lungo traverso a mezza costa sotto le pendici del Bric Rosso. Superiamo il ripido valloncello delle fontanette che scorre parallelo alla cascata del Pis e dopo alcuni tornanti sbocchiamo sul pianoro che sovrasta i casolari di Valloncro' (2163 m) trovando alla sinistra del sentiero un pilone in pietra punto baricentrico dell'intero vallone del Pis.

  • BALZIGLIA (1370 m) - COLLE DEL PIS ( 2613 m)

    Itinerario escursionistico - 4h

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    Lasciata l'auto sul piazzale di Balziglia si riattraversa il ponte e si imbocca la mulattiera che divide le case poste in sx orografica del torrente Germanasca; dopo una ripida salita si raggiunge il vecchio nucleo di Clot del Mian e successivamente con un lungo tratto semipioneggiante il pianoro al fondo del quale precipita la bellissima cascata del Pis. Successivamente con una serie di tornanti si raggiunge la bergeria del Lauzon. Un lungo traverso a mezza costa sotto le pendici del Bric Rosso ci consentira' di incontrare i numerosi stambecchi portandoci al pianoro del Pis . Proseguendo lungo la 216 percorriamo la prateria alpina in sx orografica del torrente Germanasca ricchissima di flora e raggiungiamo il colle del Pis

  • BALZIGLIA (1370 m) - COLLE DEL'ALBERGIAN (2713 m)

    Itinerario escursionistico - 4h

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    e' il tratto del percorso GTA che insiste sul comune di Massello e collega Usseaux con Balziglia Lasciata l'auto sul piazzale di Balziglia si riattraversa il ponte e si imbocca la mulattiera che divide le case poste in sx orografica del torrente Germanasca; dopo una ripida salita si raggiunge il vecchio nucleo di Clot del Mian e successivamente con un lungo tratto semipianeggiante il piume al fondo del quale precipita la bellissima cascata del Pis. Successivamente con una serie di tornanti si raggiunge la bergeria del Lauzon .Un lungo traverso a mezza costa sotto le pendici del Bric Rosso ci consentira' di incontrare i numerosi stambecchi portandoci al pianoro del Pis lungo la 216 dove a quota 2336 m in prossimita' di un grosso masso ("pietra quadra") incontriamo sulla destra il bivio 218 imboccato il quale affrontiamo una serie di tornanti che ci portano ai baraccamenti militari del Mouremout.

  • BALZIGLIA (1370 m) - COLLE DEL BETH (2785 m)

    Itinerario escursionistico - 4h

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    Raggiunto il pilone sul pianoro del Pis, dopo pochi metri incontriamo il bivio 217 per il colle del Beth da qui si scende per attraversare il torrente dopo il quale, in leggera salita, costeggiamo la zona torbosa del Pian delle Sagne immersi in una spettacolare fioritura di stelle alpine. Proseguiamo aggirando le pendici del Bric di Mezzogiorno dove potremo incontrare la pernice bianca e la lepre variabile e raggiungiamo il colle del Beth con il pianoro costellato dai numerosi laghetti e dai resti del noto sito minerario aperto nel 1860 e definitivamente chiuso nel 1919 a seguito della tragica valanga che il 19 aprile 1904 distrusse gli impianti e provoco' la morte di 81 minatori.

  • COLLE DEL PI5 (2613 m) - SENTIERO DEGLI ALPINI (2935 m)

    Itinerario escursionisti esperti

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    Raggiunto il colle del Pis proseguiamo a sinistra verso il bivacco del Morefreddo lungo un comodo sentiero che raggiunge l'omonimo colle da cui parte il Sentiero degli Alpini, per raggiungere il colle dell'Arcano scendendo dal quale incontriamo, in prossimita' di un poggio, il bivio della 217; e svoltando a sinistra scendiamo verso il torrente lasciando alla nostra destra il Pian delle Sagne da qui raggiungiamo il percorso GTA che ci condurra' a Balziglia Sentiero degli Alpini: L'opera fu realizzata dal settimo Alpini nel 1896 scavando nella roccia un percorso quasi in piano per circa 2 km ed erigendo muretti a secco sullo strapiombo sottostante; oggi il sentiero e' diventato un ambito percorso turistico che consente una visione mozzando sul sottostante vallone di Massello e nelle giornate ventilate la vista si spinge fino alle colline dell albese realizzando il piu' suggestivo e panoramico itinerario di traversata tra la Val Troncea e la Vai Germanasca.

  • BALZIGLIA (1370 m) - BERGERIE DEL GHINIVERT (1933 m)

    Itinerario escursionistico 1,5 h

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    Parcheggiata l'auto sul piazzale di Balziglia andiamo verso il ponticello in legno che attraversa il rio del Ghinivert e proseguiamo lungo la pista forestale chiusa al transito veicolare; dopo alcuni tornanti un cartello alla nostra destra ci indica la possibilita' di riprendere la vecchia mulattiera. In sinistra orogralica i ripidi prati di montagna ospitano una numeroso colonia di camosci. In circa un'ora e mezza raggiungiamo le Bergerie del Ghinivert.

  • BREVE STORIA DI MASSELLO

    Nonostante la sua eccentricita'  e la sua esigua popolazione, Massello occupa, nella storia valdese e nelle guerre combattutesi nelle valli per la liberta'  di coscienza, un posto di grande importanza che gli ha dato nel secolo XVII una rinomanza europea in due circostanze speciali che ricorderemo. il nome di Massello compare con certezza solo nel 1317, quando i principi d'Acaja acquistarono da Guglielmino di S. Martino gran parte della omonima valle, fra cui le ville di Balsiglia e di "Macelhm" (Patrucco 1899, pp. 230-31; Pons s.d., p. 4); troviamo poi "Macellii" (1420); "Villa Macelli"; "Macel"; "Macello" (secc. XIV-XV), mentre la forma "Massellum", data da Casalis, e' piu' recente e forse adottata - non sempre - per distinguere questa localita'  della val Germanasca da "Macello", ubicato tra Buriasco e Garzigliana, presso Pinerolo.

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  • BREVE STORIA DI MASSELLO

    Esse dovevano costituire appunto i due centri abitati di maggior importanza: di carattere probabilmente pastorale il primo e prevalentemente agricolo il secondo. Gli antichi abitanti furono sottoposti alle varie famiglie che ebbero signoria sulla valle: dai San Martino prima, ai Trucchetti poi, ed ai Vibo', che furono i signori della valle fin verso il principio del XVI secolo. Furono soggetti all' Abbazia di San Verano in Abbadia Alpina presso Pinerolo per gli alpeggi del Pis, di Lausun e di Rabiur. Verso la meta'  del '400, si iniziavano nella valle di San Martino le prime persecuzioni documentate contro i valdesi e si accendevano i primi roghi... ed i processi di eresia, afferma lo storico Gabotto, "dimostrano irrefragabilmente che verso la meta'  del secolo XV vi erano gia'  valdesi nella val San Martino". Mentre per le vicende relative alle persecuzioni del 1560-61 e 1655 Massello ha avuto un ruolo tutto sommato marginale, non cosi' fu per le guerre del 1686 e del 1689-90.

    continua

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  • BREVE STORIA DI MASSELLO

    E' in queste due circostanze, fra le piu' tragiche delle vicende valdesi, che Massello vede scritto il suo nome nel libro della storia, come personificazione, si puo' dire, dell'eroico spirito di resistenza, di coraggio e di fede di tutto il popolo valdese. Per cui crediamo cosa utile ricordare sobriamente quei due eventi storici di cui il vallone alpestre e' stato teatro (e di cui puo' essere fiero). Ci sia quindi concesso, per comprendere piu' chiaramente la grande importanza strategica che ha avuto nel passato Massello, ricordare succintamente i fatti che vi si riferiscono direttamente. Dopo la revoca dell'editto di Nantes, il re di Francia, alleato con il duca Vittorio Amedeo II, decise di cacciare i valdesi dalle loro valli. Incaricato dell'operazione in val San Martino fu il generale Catinat. Fra il 22 aprile ed il 1° maggio del 1686, circa 4000 soldati francesi avevano sferrato il loro attacco attraverso la bassa valle di San Martino, (ora val Germanasca) mentre altrettanti soldati ducali, con grande ardore distruttivo, avevano assalito Angrogna nella val Luserna.

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  • BREVE STORIA DI MASSELLO

    Il 28 aprile, giorno di domenica, tutta la popolazione della valle di San Martino, come quella del Pellice, si era arresa per aver salva la vita: ad eccezione della comunita'  di Massello, ostinatamente decisa a resistere e a difendere se stessa e le proprie famiglie fino alla morte. Pochi anni dopo, Massello e' di nuovo al centro di memorabili avvenimenti guerrieri, i cui particolari si possono leggere nella "Glorieuse Rentra' e" dell'Arnaud. E' l'evento piu' eroico della storia valdese ed uno dei piu' noti. Ne ricorderemo pochi dati essenziali Rientrati nelle loro valli dopo due anni di esilio in terra svizzera, i valdesi si videro di nuovo attaccati dalle truppe ducali e francesi sia in Val Pellice sia nella valle di San Martino. Nell'ottobre 1689, all'avvicinarsi dell'inverno, un gruppo di poco piu' di trecento individui trovo' rifugio sull'altura rocciosa sovrastante Balziglia, detta Castello. I francesi, per il freddo intenso e per la neve caduta ai primi di novembre, si ritirano a Perosa e Pinerolo, mentre i valdesi si diedero febbrilmente a fortificare sul costone che dal Castello si innalza fino al bric d'l'Autin. Tale massacrante lavoro era alternato coi servizi di guardia e con scorrerie nel Queyras e nel Delfinato, per procurarsi gli indispensabili rifornimenti, in vista dell'inverno che giungeva precoce. L'assistenza morale e spirituale era curata dal condottiero Enrico Arnaud.

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  • Assedio alla Balziglia

    L'assedio dei valdesi sui monti di Balziglia e' stato sempre considerato come un evento di straordinaria importanza politica e di insuperabile gloria militare. Che un pugno di meno di 450 uomini abbia potuto resistere nel cuore dell'inverno, al di sopra dei 1500 metri, in un paese completamente distrutto e bloccato da ogni lato dai nemici, e fuggire con poche perdite ad un duplice attacco da parte di truppe fra le piu' agguerrite e meglio armate d'Europa (truppe piu' che decuple e guidate dai migliori generali della Francia), e' sempre stato giudicato come un fatto eccezionale e degno di gloria imperitura. In tal modo il nome di Balziglia e' passato alla storia, come il passo delle Termopili o come la rocca di Montsa' gur. Per quanto riguarda Massello nel XVIII sec. Ci limiteremo a ricordare l'occupazione da parte delle truppe francesi, al tempo della guerra di successione spagnola, e la costituzione della "Repubblica del Sale" nella Val San Martino, in cui gli abitanti poterono praticare liberamente la loro religione riformata (1704-1708).Durante l'epopea napoleonica vi furono nella valle movimenti di milizie paesane, per la difesa dei passi di confine.

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  • LA RUOTA E L'ACQUA

    I PICCOLI MULINI DEL VALLONE DI MASSELLO

    Il sentiero e' intitolato a Guido Baret, appassionato studiosa di storia locale, che per primo si e' occupato dei mulini della Val Germanasca, nonche' autore del quaderno di documentazione della Comunita' Montana Valli Chisone e Germanasca. 'Gli antichi mulini e frodai per noci della Val Germanasca'. Il percorso tocca ben 4 mulini nel territorio del Comune di Massello, che conserva una natura intatta ed incontaminata, dove probabili sono gli avvistamenti di animali selvatici. Lungo il percorso, adatto a tutti, si incontrano la chiesa cattolica ed il tempio valdese, testimoni della compresenza di queste due fedi religiose,ed alcune meridiane recanti motti di antica saggezza. Il sentiero domina a mezza costa il vallone, offrendo un panorama di prim'ordinesu tutte le antiche borgatee sulla bellissima cascata del Pis. Alcuni musei ed esposizioni culturali offrono la possibilita' di conoscere piu' a fondo la realta' dei mulini per cereali di montagna e le scuolette Beckwith ( antiche scuole valdesi che hanno permesso l'istruzione anche nei villaggi piu' remoti). Il museo della Balsiglia, facente parte della catena dei musei Valdesi presenti nelle Valli Germanasca e Pellice, concentra invece l'attenzione sul ritorno dei valdesi dall'Esilio (Glorioso Rimpatrio 1689)e sull'assedio da parte delle truppe franco-sabaude.

  • GLI EVENTI DI MASSELLO SU TORINONIGHTLIFE